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Essere o diventare clienti di un leader offre dei vantaggi indiscutibili che, nel caso di ADVANCED HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED, risultano essere anche unici.La lunga esperienza di grandi produttori di Software ci ha insegnato che i Clienti si aspettano molto di più di un ottimo applicativo: la qualità di un software è infatti legata in egual misura alla sua affidabilità, alla tecnologia utilizzata per realizzarlo ed ai servizi che ne integrano la funzionalità. Di tutto ciò è sempre più consapevole l'utente che consolida un grado di maggiore o minore soddisfazione proprio in funzione della quantità e, soprattutto, dalla qualità di questi servizi. Lavorare bene, in modo ottimale, sfruttando appieno le possibilità del sistema informativo comporta, infatti, una maggiore efficienza, minori costi e l'assenza di pericolose perdite di tempo. Per chiarire ulteriormente questo principio e, quindi, la filosofia ADVANCED HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED, abbiamo voluto far precedere la parte dedicata ai nostri applicativi dalla presentazione dei servizi ai Clienti ADVANCED HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED.

DVANCED HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED nasce nel 1985 come software-house specializzata nella produzione di applicativi gestionali su personal computers.

Investimenti mirati, lungimiranza e uno sforzo organizzativo imponente hanno permesso a HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED di consolidare la vertiginosa crescita degli anni Novanta.

Tecnologia e criteri produttivi all'avanguardia, know how ad altissimo livello nel campo del software applicativo, elevato grado di test, consentono a ADVANCED HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED di realizzare prodotti affidabili, innovativi ed indipendenti dall'hardware e dal software di base.

Tutto ciò garantisce ai nostri Clienti qualità, prestazioni adeguate alle necessità gestionali e, soprattutto, continuità nella evoluzione degli applicativi e tutela degli investimenti.

Scegliere ADVANCED HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED significa, inoltre, garantirsi servizi veramente esclusivi: hot line diretta, manutenzione dei prodotti, aggiornamenti tempestivi, formazione, consulenza e il supporto di un Servizio Clienti sensibile ed efficiente.

La struttura conta oggi circa 20 addetti e un team management adeguato agli obiettivi fissati per gli anni Novanta.

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Le vaccinazioni erano considerate fino a non molti anni fa misure preventive da riservare alla popolazione in età pediatrica, nella quale si verificavano tradizionalmente la maggior parte dei casi di malattie verso le quali l’immunizzazione era diretta.
Lo scenario epidemiologico è oggi radicalmente mutato. Mentre il mantenimento di elevate coperture nei bambini continua a garantire il controllo delle più pericolose malattie in età infantile, l’incremento della speranza di vita verificatosi nel nostro Paese negli scorsi decenni ha importanti conseguenze:

  1. la più lunga sopravvivenza di pazienti con malattie croniche (cardiopatie, broncopneumopatie, patologie metaboliche, dell’apparato uropoietico, patologie neoplastiche e condizioni di immunosoppressione, etc.), i quali sono più soggetti a complicanze gravi da malattie infettive, e la cui cura in caso di complicanze infettive prevenibili rappresenta peraltro un notevole impegno anche in termini di risorse umane ed economiche
  2. la possibilità che, nelle età avanzate, si riduca progressivamente l’immunità acquisita nell’infanzia dopo infezioni contratte naturalmente o dopo vaccinazione, anche per la riduzione o la mancanza dei cosiddetti ”booster naturali”, conseguenza questa del successo delle vaccinazioni nel controllare la diffusione delle infezioni in età pediatrica
  3. l’estensione dell’età in condizioni di buona salute anche a soggetti che un tempo, solo raramente, potevano dedicarsi ad attività lavorative o di tempo libero molto al di là dell’epoca del pensionamento

Per questi motivi, al fine di garantire alla popolazione generale condizioni di vita per quanto possibile in ottimo stato di salute fino ad età avanzate, e per consentire la protezione da gravi complicanze infettive in malati cronici, risulta opportuno fornire nel presente documento indicazioni univoche in merito alle vaccinazioni indicate in ogni età per i soggetti appartenenti a gruppi a maggior rischio di ammalare, di avere gravi conseguenze in caso di malattia oppure di trasmettere ad altri la malattia stessa.
Particolare attenzione va posta per il potenziamento della rilevazione delle coperture vaccinali nelle popolazioni a rischio con conseguente definizione dei denominatori da utilizzare per il calcolo di tali coperture.

Vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia

In accordo con il Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, si raccomanda che la vaccinazione sia attiva e gratuita per tutti gli adulti non immuni anche per una sola delle tre malattie oggetto della vaccinazione. I soggetti adulti non immuni devono essere vaccinati in tutte le occasioni opportune.
Al fine di ridurre il rischio di casi di rosolia in gravidanza e di rosolia congenita, deve essere proposta la vaccinazione a tutte le donne in età fertile che non hanno una documentazione di vaccinazione o di sierologia positiva per rosolia (procrastinando la possibilità di intraprendere una gravidanza per 1 mese); nello specifico, devono essere approntati specifici programmi per vaccinare:

  • le puerpere e le donne che effettuano una interruzione di gravidanza senza evidenza sierologica di immunità o documentata vaccinazione
  • tutte le donne suscettibili esposte ad elevato rischio professionale (scuole)
  • tutti gli operatori sanitari suscettibili.

Vaccinazione contro la varicella

Si raccomanda che la vaccinazione sia offerta ai seguenti gruppi di popolazione, elencati in ordine di priorità:

  • adolescenti suscettibili (11-18 anni)
  • persone suscettibili, che vivono con immunodepressi, quali persone con AIDS o altre manifestazioni cliniche dell’infezione da HIV, neoplasie che possano alterare i meccanismi immunitari con deficit dell’immunità cellulare, o con ipogammaglobulinemia, disgammaglobulinemia o in trattamento con farmaci immunosoppressori di lunga durata.
  • persone senza precedenti di varicella con patologie ad elevato rischio quali: leucemia linfatica acuta in remissione, insufficienza renale cronica, patologie per le quali è programmato un trapianto d’organo, infezione da HIV senza segni di immunodeficienza e con una proporzione di CD4 ≥ 200/mL).
  • donne in età fertile senza precedenti di varicella; la vaccinazione va praticata procrastinando la possibilità di intraprendere la gravidanza per 3 mesi.
  • persone suscettibili che lavorano in ambiente sanitario. Prioritariamente la vaccinazione dovrebbe essere eseguita dal personale sanitario che è a contatto con neonati, bambini, donne gravide o con persone immunodepresse.
  • lavoratori suscettibili che operano nei seguenti ambienti (in ordine di priorità): asili nido, scuole materne, scuole primarie, scuole secondarie.

Vaccinazione anti-influenzale

È raccomandata per le categorie di soggetti indicate annualmente dalla Circolare emanata dal Ministero della salute (vedielenco).

Vaccinazione contro l’epatite A

Il vaccino deve essere offerto alla popolazione adulta secondo indicazioni cliniche, epidemiologiche, comportamentali o occupazionali.

  • Indicazioni cliniche: soggetti con epatopatia cronica e soggetti riceventi concentrati di fattori della coagulazione.
  • Indicazioni comportamentali: omosessuali maschi e soggetti che fanno uso di droghe.
  • Indicazioni occupazionali: soggetti che lavorano a contatto con primati infettati dal virus dell’Epatite A (HAV) o con HAV in strutture laboratoristiche.
  • Indicazioni epidemiologiche: bambini da 0 a  6 anni, figli di immigrati, che si recano in Paesi endemici o residenti in aree a rischio endemico.

Vaccinazione contro l'epatite B

Oltre alla vaccinazione di tutti i nuovi nati prevista nel calendario vaccinale, per la quale non vi sono dosi di richiamo (booster), si raccomanda l’offerta gratuita ai seguenti soggetti mai vaccinati:

  • conviventi e contatti, senza limiti di età, di persone HBsAg positive
  • pazienti politrasfusi, emofilici, emodializzati e uremici cronici per i quali si prevede l’entrata in dialisi
  • vittime di punture accidentali con aghi potenzialmente infetti
  • soggetti affetti da lesioni croniche eczematose o psoriasiche della cute delle mani
  • detenuti negli Istituti di prevenzione e pena
  • persone HIV+
  • persone con patopatia cronica in particolare HCV correlata
  • persone che si rechino per motivi di lavoro in aree geografiche ad alta endemia di HBV
  • soggetti dediti alla prostituzione, tossicodipendenti, omosessuali maschi
  • personale sanitario di nuova assunzione nel Servizio sanitario nazionale e personale del Servizio sanitario nazionale già impegnato in attività a maggior rischio di contagio e segnatamente che lavori in reparti di emodialisi, rianimazione, oncologia, chirurgia generale e specialistica, ostetricia e ginecologia, malattie infettive, ematologia, laboratori di analisi, centri trasfusionali, sale operatorie, studi dentistici, medicina legale e sale autoptiche, pronto soccorso, assistenza sanitaria nelle carceri
  • soggetti che svolgono attività di lavoro, studio e volontariato nel settore della sanità
  • addetti al soccorso e al trasporto di infortunati e infermi
  • personale di assistenza in centri di recupero per tossicodipendenti
  • donatori di sangue appartenenti a gruppi sanguigni rari
  • personale ed ospiti di istituti per portatori di handicap fisici e mentali
  • personale addetto alla lavorazione degli emoderivati
  • personale religioso che svolge attività nell'ambito dell'assistenza sanitaria
  • personale della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo degli agenti di custodia, Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, Comandi Municipali dei Vigili Urbani
  • addetti alla raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti.

Vaccinazione anti-meningococcica

Oltre alla vaccinazione prevista nell’età evolutiva (a 13-15 mesi e nell’adolescenza), per la quale allo stato attuale non è prevista una dose di richiamo (booster), si raccomanda l’identificazione e l’immunizzazione, con vaccino antimeningococco coniugato , dei soggetti a rischio di infezione invasiva meningococcica perché affetti dalle seguenti patologie o per la presenza di particolari condizioni di vita:

  • talassemia e anemia falciforme
  • asplenia funzionale o anatomica
  • condizioni associate a immunodepressione (come trapianto d’organo o terapia antineoplastica, compresa la terapia sistemica corticosteroidea ad alte dosi)
  • diabete mellito tipo 1
  • insufficienza renale con creatinina clearance <30 ml/min
  • infezione da HIV
  • immunodeficienze congenite
  • malattie epatiche croniche gravi
  • perdita di liquido cerebrospinale
  • difetti congeniti del complemento (C5-C9)
  • difetti dei toll like receptors di tipo 4
  • difetti della properdina

Vaccinazione anti-meningoencefalite da zecca (TBE)

La vaccinazione è raccomandata per la popolazione residente in aree a rischio (valutando la situazione epidemiologica) e soggetti professionalmente esposti.

Vaccinazione anti-pneumococcica

La vaccinazione è consigliata ai soggetti di qualsiasi età a rischio di contrarre la malattia per la presenza di patologie o condizioni predisponenti:

  • cardiopatie croniche
  • malattie polmonari croniche
  • cirrosi epatica, epatopatie croniche evolutive
  • da alcoolismo
  • diabete mellito, in particolare se in difficile compenso
  • fistole liquorali
  • anemia falciforme e talassemia
  • immunodeficienze congenite o acquisite
  • asplenia anatomica o funzionale
  • leucemie, linfomi, mieloma multiplo
  • neoplasie diffuse
  • trapianto d’organo o di midollo
  • immunosoppressione iatrogena clinicamente significativa
  • insufficienza renale cronica, sindrome nefrosica
  • HIV positivi
  • portatori di impianto cocleare.

Il vaccino polisaccaridico 23 valente non coniugato è sconsigliato al di sotto dei 2 anni di età per la scarsa capacità immunizzante di questo vaccino in tale fascia d’età.
Il vaccino 13 valente coniugato non è attualmente indicato al di sopra dei 5 anni di età, ma è attesa l’estensione all’età adulta.

Vaccinazione anti haemophilus influenzae tipo b

La vaccinazione viene offerta attivamente a tutti i nuovi nati.
E’ consigliata ai soggetti di qualsiasi età a rischio di contrarre forme invasise da HIB per la presenza di patologie o condizioni predisponenti:

  • asplenia anatomica o funzionale
  • soggetti trapiantati di midollo
  • soggetti in attesa di trapianto di organo solido
  • immunodeficienze congenite o acquisite (es. deficit di IgG2, deficit di complemento,immunosoppressione da chemioterapia, HIV positivi)

FONTE MINISTERO DELLA SALUTE

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 La prevenzione delle malattie infettive costituisce uno dei principali obiettivi della Sanità Pubblica. Grazie alle vaccinazioni,  è stato debellato il vaiolo, sono quasi scomparsi il tetano, la poliomielite, la difterite e sono state notevolmente ridotte malattie virali come l’epatite B, il morbillo, la rosolia, la parotite e le malattie batteriche come la meningite.
La ASL del LAZIO garantiscono l’effettuazione gratuita di tutte le vaccinazioni previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e rese obbligatorie dal nuovo recente decreto.
Vi è poi la possibilità di essere sottoposti alle vaccinazioni a pagamento che sono quelle escluse dai LEA, in quanto il vaccino non è tra quelli elencati oppure all’età del richiedente il vaccino non è più offerto gratuitamente e si deve pagare. I tempi di attesa sono subordinati alla priorità di garantire le vaccinazioni obbligatorie
Quei cittadini della ASL affetti da alcune patologie croniche o che si trovano in particolari condizioni , i soggetti a rischio, possono recarsi per la vaccinazione, presentando obbligatoriamente una certificazione medica, presso i Centri vaccinali.
Sono a  disposizione  centri Vaccinali per viaggiatori all’estero e profilassi internazionale.

 

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Le vaccinazioni sono il mezzo più efficace per prevenire le malattie infettive serie e quindi le loro complicanze; alcune sono obbligatorie per tutti i bambini, altre raccomandate

 

Dottoressa che vaccina un bambino

Esistono molte ragioni per cui è importante vaccinare i bambini.

Innanzitutto, perché, grazie alle vaccinazioni è possibile proteggere questa popolazione, particolarmente fragile, da infezioni gravi o che, in alcuni casi, possono avere gravi complicanze.

Inoltre, le vaccinazioni consentono di prevenire la comparsa di infezioni che, se contratte in età adulta, possono causare serie conseguenze.

Infine, grazie alle vaccinazioni dell’infanzia è possibile produrre un vantaggio sociale, cioè la progressiva eliminazione delle malattie che sono oggetto di vaccinazione.

I vaccini sono prodotti efficaci e sicuri, che, come tutti i farmaci, devono seguire un rigoroso iter di valutazione, prima di essere messi in commercio. Studi scientifici ne valutano l’efficacia e gli eventuali rischi. Una volta resi disponibili, poi, sono oggetto di una attenta sorveglianza degli effetti collaterali.

La tempistica e l’elenco delle vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale sono contenuti nel calendario vaccinale, il cui ultimo aggiornamento è contenuto nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014.

In Italia, nel passato, si è inteso garantire il diritto alla prevenzione vaccinale per tutti i bambini nati in qualsiasi parte del nostro territorio. Tale garanzia è stata ottenuta con l’introduzione dell’obbligo vaccinale, che, al pari dell’obbligo scolastico, ha imposto la creazione di sedi vaccinali presenti in modo capillare sul territorio e l’offerta gratuita delle vaccinazioni.

FONTE MINISTERO DELLA SALUTE

© 2017 HEALTHCARE TECHNOLOGY LIMITED. 58 Weafer Street Enniscorty Co. Wexford -Y21XE17 - IRELAND VAT n.IE 3444176UH - www.vaccinazionilazio.it

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